domenica 15 aprile 2012

Il misterioso caso Ctip

Un tuffo nel passato nell'archivio di La Repubblica.

Articolo del 1996 di Stefano Carli.

QUATTRO PRESIDENTI PER UN DISSESTO

 Roma DUE PRESIDENTI e due schiere di consiglieri; riunioni del consiglio di amministrazione che si tengono sul marciapiede davanti all' ingresso della società; la Polizia che già per due volte è stata chiamata ad intervenire; documenti che spariscono e denuncie che compaiono all' improvviso. La vicenda che ormai tiene bloccata da vari mesi la Ctip si va colorando di episodi al limite del grottesco.

[...] Questo provoca una reazione a catena tra le società del gruppo: la De Bartolemeis (Db) controlla infatti il 25% dell' Invefi; l' altro 75% è invece direttamente della Gifi, la cassaforte di D' Andria. L' Invefi, a sua volta, ha il 97% della Ctip (l' altro 3% è della Finec, la finanziaria della Lega delle Cooperative). E' a questo punto che Umberto Gandolfi, presidente dell' Invefi, decide di rendere noto che la Gifi ha versato solo i 3 decimi della sua quota di capitale sociale. L' episodio è significativo perché Gandolfi è stato nominato dallo stesso D' Andria. Il 4 ottobre Gandolfi fa dunque uscire sulla Gazzetta Ufficiale una diffida verso la Gifi - cioè verso il suo maggiore azionista - affinché versi entro 15 giorni circa 8 miliardi relativi ai 7/10 delle azioni sottoscritte ma ancora non pagate. 

E' da quel momento che la situazione precipita.[...]

Il 29 ottobre, due giorni prima di questa assemblea, c' è il secondo blitz di D' Andria: alla sede della Ctip (controllata dalla Invefi) a Roma si presenta Alfredo Scalfati, che sostiene di essere il nuovo amministratore della Invefi e quindi il rappresentante della proprietà. 

Ma il management e i dipendenti della Ctip si rifiutano di farlo entrare e Scalfati e i suoi si rivolgono alla Polizia e sporge denuncia contro ignoti per ingiurie, minacce e lesioni. Lo stesso giorno, comunque, D' Andria comunica alla Camera di Commercio che la Ctip ha un nuovo consiglio di amministrazione. Passa ancora una settimana e i nuovi consiglieri designati da D' Andria tentano un' altra sortita, tornando alla sede della Ctip scortati da una decina di guardie giurate convocate da Franco Fucilla, che si presenta come nuovo presidente della Ctip. Come la volta precedente i dipendenti e il management non li fanno entrare. Il caos a questo punto è al massimo, anche perché anche il curatore della De Bartolomeis Angelo Casò, in qualità di maggiore azionista dell' Invefi, ha nominato un suo amministratore unico della società (nella persona di un suo collaboratore, Guido Croci). 

Ctip si ritrova così con due presidenti, la sua controllante Invefi con altrettanti, e ancora nessuno che paghi gli stipendi. A sbrogliare la situazione ci prova di nuovo Gianfranco Borghini, con la sua Task Force per l' occupazione. La soluzione, adesso, vedrebbe l' intervento della Gepi, che dovrebbe entrare con il 30% nella società accanto al nuovo socio di maggioranza, portando un terzo dei 66 miliardi necessari a far ripartire l' attivita e azzerare i debiti, per poi uscire entro cinque anni rivendendo le quote. L' ipotesi è allo studio dei vertici della Brown & Root. Se non dovessero accettare sarebbe già pronta, in seconda battuta, la Mannesmann.

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